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La Piramide della Qualità  

Nasce l'ottava meraviglia del mondo (vinicolo): la piramide del Prosecco

Con il riconoscimento della DOCG (Denominazione di Origine Controllata Garantita) per le due zone storiche (Conegliano-Valdobbiadene e Asolo) e della DOC Prosecco per 650 comuni del Veneto e del Friuli è stata finalmente disegnata una chiara classificazione della qualità, così come esiste dal 1927 nello Champagne: un trampolino di lancio per lo sviluppo di una leadership mondiale.

Fino a vent'anni fa l'universo produttivo del Prosecco era totalmente orientato al prodotto e poco consapevole delle sue grandissime potenzialità: i produttori attribuivano il proprio successo a una tendenza di moda “le bollicine” dal futuro incerto e che non meritava una sana e saggia pianificazione.

Forte dei riscontri positivi, ottenuti attraverso molteplici degustazioni in Italia e all'estero, la famiglia Bisol si convinse della necessità di creare un “Progetto Qualità Prosecco” di ampio respiro. Un progetto che ponesse in primo piano la tutela del territorio, nella quale i Bisol hanno sempre creduto e che Antonio Bisol, Presidente dell'azienda e per 6 anni Presidente del Consorzio Tutela del Prosecco, aveva teorizzato proponendo la DOCG per il Prosecco di Valdobbiadene e Conegliano in tempi non sospetti.

Oggi finalmente, con il sostegno di molti ed in primis dello Stato, è stata creata la DOC “Prosecco”, che sostituisce la IGT (e impone la riduzione delle rese per ettaro da 250 a 180 qli), e delle DOCG “Conegliano Valdobbiadene-Prosecco” e “Asolo-Prosecco” per le due zone storiche, che sono protette nel registro comunitario. Si stabilisce, inoltre, di distinguere il vitigno dalla denominazione stessa, sostituendo il nome dell'uva “Prosecco” con il sinonimo “Glera”. In questo modo è stata creata una blindatura del territorio e una certificazione della qualità, che consente al Prosecco di avere una chiara piramide della qualità.

 

Bisol 2009

 
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